ext3 e i blocchi riservati

A volte capita, riempiendo una partizione formattata in ext3, di trovarsi con spazio teoricamente libero, ma con Linux che ci indica la partizione come piena. Generalmente quando si ha ancora il 5% di spazio libero. Questo perché per impostazione predefinita, mkfs.ext3, quando formatta la partizione, riserva il 5% dei blocchi per root.

Hard DiskQuesta situazione è ben visibile utilizzando il comando df -h:

File system            Dim. Usati Disp. Uso% Montato su
/dev/sdc1              75G   71G     0 100% /media

Come potete vedere, ci sono ancora 4 Gb disponibili, ma la partizione risulta usata al 100%.

È possibile ridurre la percentuale di blocchi riservati senza formattare la partizione, ma semplicemente usando il comando tune2fs, ecco come:

sudo tune2fs -m 1 /dev/sdc1

Con questo comando riservo l’1% della partizione a root, che è molto più ragionevole del 5%, specialmente considerando che su grandi partizioni il 5% è molto, ad esempio su 1 Tb sono ben 50 giga!
df -h ci mostra la situazione dopo il comando tune2fs:

File system            Dim. Usati Disp. Uso% Montato su
/dev/sdc1              75G   71G  3,0G  96% /media

Convertire DTS in AC3 con Linux

Oggi ho avuto bisogno di convertire una traccia audio DTS (6 canali, o per meglio dire 5.1) in AC3, necessità abbastanza insolita per la verità.

Cercando in rete incappavo praticamente solo in guide per Windows, ma scavando bene ho trovato la soluzione anche per Linux, con un singolo comando da lanciare tramite shell:

dcadec -o wavall mio-file.dts | aften -v 0 - mio-file.ac3

Il processo potrebbe richiedere parecchio tempo, dipende dalla CPU, ma ci porterà a convertire mio-file.dts in mio-file.ac3 senza problemi e con un bitrate di 448 kbps, ~75 kbps per canale, sufficienti per un audio di buona qualità.

Requisiti per la conversione: dcadec e aften, installabili su Ubuntu tramite i pacchetti libdca-utils e aften

L’importanza del backup

Da un po’ di tempo sono diventato abbastanza paranoico sui backup: voglio che siano frequenti e ridondanti. Così ho impostato sia fisso che portatile per eseguire un backup giornaliero delle home sul mio NSLU tramite rsync. L’NSLU, a sua volta, esegue la mattina seguente una copia dei backup su un altro disco fisso: in totale ho 2 backup per ogni postazione: per fortuna.

backup

Questa politica semi-paranoica mi ha appena salvato il sederino: stavo ristrutturando il fisso, riorganizzando le partizioni nei dischi fissi ed era in corso lo spostamento della partizione /home, tramite Gparted sul CD live di Ubuntu Jaunty: freeze completo del PC a metà operazione. Imprecazioni. Altre imprecazioni, più pesanti. Niente da fare, i dati erano ben disintegrati, per fortuna che ho potuto copiare dall’NSLU tutti i dati fino a ieri alle 15.00, l’unica cosa mancante era un file .svg che avevo creato nel pomeriggio con Inkscape (gran programma, per altro), un invito per una festa che sto organizzando insieme alla compagnia. Per fortuna che avevo avuto l’accortezza di metterlo su Dropbox, altro gran servizio.

Per i curiosi, ecco come risulta quel file una volta renderizzato:midsummerparty

Per la cronaca, elleDj sono io 😀

La stampante HP si blocca stampando con Ubuntu: la soluzione

Ero tormentato da diversi mesi da un fastidiosissimo problema: mandando in stampa qualcosa, sia dal computer cui è connessa la mia vecchia ma ancora valida HP Photosmart 7760, sia da un altro computer tramite la rete, la stampante 9 volte su 10 si bloccava, costringendomi a staccare e riattaccare la corrente n volte prima di riuscire a stampare.

hpDopo qualche indagine mi sono reso conto che il driver Open Souce HPLIP era presente sui 2 computer in 2 versioni diverse, e nessuna versione era l’ultima disponibile. È stato quindi sufficiente scaricare la versione più aggiornata dal sito della HP (fornita in un abbastanza pratico file eseguibile .bin), installarla su entrambi i computer lasciando all’installer il compito di recuperare le dipendenze mancanti e la rimozione delle versioni precedenti del driver. Ora fila tutto liscio come l’olio. Grazie HP!

Sicuramente la differente versione dei driver era dovuta alle varie release di Ubuntu che si sono impilate una sull’altra: sul fisso l’ultima clean install è stata Hardy, mentre sul portatile risale addirittura a Feisty… Forse dovrei dare una pulita. 🙂

Two Finger Scrolling su Ubuntu Intrepid

Mi ha incuriosito scoprire che la funzione Two Finger Scrolling dei portatili Apple è attivabile anche su Linux, così mi sono informato. Normalmente è sufficiente una piccola modifica a xorg.conf, nella sezione relativa al touchpad, ma in Ubuntu Intrepid questa è assente, perché tutto viene gestito da HAL. La modifica, quindi, si sposta ai file di configurazione di quest’ultimo, ben nascosti in /etc/hal/fdi/policy/.
Questa guida si riferisce ai touchpad Synaptics, che sono i più diffusi. Bisogna modifcare il file /etc/hal/fdi/policy/shmconfig.fdi ed inserire quanto segue (creare il file se non esiste):

<?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1"?>
<deviceinfo version="0.2">
 <device>
  <match key="input.x11_driver" string="synaptics">
   <merge key="input.x11_options.SHMConfig" type="string">True</merge>
   <merge key="input.x11_options.VertTwoFingerScroll" type="string">true</merge>
   <merge key="input.x11_options.HorizTwoFingerScroll" type="string">true</merge>
  </match>
 </device>
</deviceinfo>

La parte che attiva il Two Finger Scrolling è

   <merge key="input.x11_options.VertTwoFingerScroll" type="string">true</merge>
   <merge key="input.x11_options.HorizTwoFingerScroll" type="string">true</merge>

Ecco il risultato:

Buon 2009 e sconto su VPS

Buon anno a tutti!

È davvero tanto che non mi faccio sentire, e me ne scuso. Per farmi perdonare vi segnalo un’offerta del provider da cui ho acquistato il mio VPS: fino all’8 gennaio offre uno sconto a vita del 20% su tutti i suoi VPS, con prezzi da 3,92 a 31,92 dollari al mese

Serve

Per poter approfittare dell’offerta è sufficiente andare nell’apposita zona del sito di Web Wide Hosting e utilizzare il codice promozionale HAPPY2009.

Ci tengo a specificare che io non prendo nessuna percentuale sulle vendite, vi segnalo l’offerta solo perché mi sembra interessante e conveniente

La mia postazione

Immerso nell’ozio domenicale, dopo aver visto (registrata) la gara di Montegi della MotoGP (complimenti a Valentino per l’ottavo mondiale!), ho pensato che sarebbe potuto essere vagamente interessante postare qualche foto della mia/e postazione/i. Sarei interessato anche a vedere le vostre, quindi se per caso la postate sul vostro blog non dimenticate di lasciarmi un commento (oppure di contattarmi in altro modo) per informarmi del vostro post.

Computer Fisso

Postazione #1: computer fisso

Da sinistra a destra trovate: la stampante, HP PhotoSmart 7760, che comincia ormai ad avere i suoi anni ma non perde un colpo, inoltre perfettamente supportata da Linux; amplificatore e cassa sinistra dell’economico impianto 2.1, che comunque garantisce una qualità sonora egregia; nel mobile si notano una televisioncina in bianco e nero, una borsa stracolma di cavi, le scatole di 3 Fonere, di una Fontenna e del router.

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Asterisk: un account SIP per ricevere e uno per chiamare

Solito titolo poco chiaro, scusate. Questo è il post che ho promesso l’altro ieri, quando ho annunciato di avere un numero VOIP. Qui scenderò nei dettagli della mia configurazione, cercando di renderla comprensbile anche a chi non ha mai avuto a che fare con il VOIP, come ad esempio me medesimo la settimana scorsa.
VOIP con Asterisk

La mia situazione, ma potenzialmente anche la vostra, visti gli evidenti vantaggi economici rispetto ad un normale telefono fisso Telecom, è la seguente:

  • Un account SIP con un provider che vi fornisce un numero geografico chiamabile da tutti i telefoni, nel mio caso Messagenet, servizio Free Number.
  • Un account SIP con un provider con tariffe particolarmente convenienti verso i telefoni tradizionali, nel mio caso Poivy, di cui sto per illustrare le tariffe
  • Uno (o più) telefoni (Aladino e Nokia N80 nel mio caso) o softphone (come l’ottimo Ekiga) da connettere al centralino

Chiaramente ci serve un computer su cui installare Asterisk, che deve necessariamente essere acceso. Nel mio caso uso un Linksys NSLU2 con Debian Etch, un portento (seguirà post su questo argomento). Segnalo la possibilità di eseguire Asterisk anche sui router con firmware [DD|Open]WRT, come i mitici Linksys WRT54G o la Fonera.

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