Da un po’ di tempo sono diventato abbastanza paranoico sui backup: voglio che siano frequenti e ridondanti. Così ho impostato sia fisso che portatile per eseguire un backup giornaliero delle home sul mio NSLU tramite rsync. L’NSLU, a sua volta, esegue la mattina seguente una copia dei backup su un altro disco fisso: in totale ho 2 backup per ogni postazione: per fortuna.
Questa politica semi-paranoica mi ha appena salvato il sederino: stavo ristrutturando il fisso, riorganizzando le partizioni nei dischi fissi ed era in corso lo spostamento della partizione /home, tramite Gparted sul CD live di Ubuntu Jaunty: freeze completo del PC a metà operazione. Imprecazioni. Altre imprecazioni, più pesanti. Niente da fare, i dati erano ben disintegrati, per fortuna che ho potuto copiare dall’NSLU tutti i dati fino a ieri alle 15.00, l’unica cosa mancante era un file .svg che avevo creato nel pomeriggio con Inkscape (gran programma, per altro), un invito per una festa che sto organizzando insieme alla compagnia. Per fortuna che avevo avuto l’accortezza di metterlo su Dropbox, altro gran servizio.
Per i curiosi, ecco come risulta quel file una volta renderizzato:
Ero tormentato da diversi mesi da un fastidiosissimo problema: mandando in stampa qualcosa, sia dal computer cui è connessa la mia vecchia ma ancora valida HP Photosmart 7760, sia da un altro computer tramite la rete, la stampante 9 volte su 10 si bloccava, costringendomi a staccare e riattaccare la corrente n volte prima di riuscire a stampare.
Dopo qualche indagine mi sono reso conto che il driver Open Souce HPLIP era presente sui 2 computer in 2 versioni diverse, e nessuna versione era l’ultima disponibile. È stato quindi sufficiente scaricare la versione più aggiornata dal sito della HP (fornita in un abbastanza pratico file eseguibile .bin), installarla su entrambi i computer lasciando all’installer il compito di recuperare le dipendenze mancanti e la rimozione delle versioni precedenti del driver. Ora fila tutto liscio come l’olio. Grazie HP!
Sicuramente la differente versione dei driver era dovuta alle varie release di Ubuntu che si sono impilate una sull’altra: sul fisso l’ultima clean install è stata Hardy, mentre sul portatile risale addirittura a Feisty… Forse dovrei dare una pulita.
EDIT: A volte l’aggiornamento del driver non risolve il problema, in questi casi è sufficiente collegare la stampante al PC sfruttando la porta USB frontale della stampante, quella a fianco del lettore di memory card. Sembra impossibile, ma questo risolve il problema
Mi ha incuriosito scoprire che la funzione Two Finger Scrolling dei portatili Apple è attivabile anche su Linux, così mi sono informato. Normalmente è sufficiente una piccola modifica a xorg.conf, nella sezione relativa al touchpad, ma in Ubuntu Intrepid questa è assente, perché tutto viene gestito da HAL. La modifica, quindi, si sposta ai file di configurazione di quest’ultimo, ben nascosti in /etc/hal/fdi/policy/.
Questa guida si riferisce ai touchpad Synaptics, che sono i più diffusi. Bisogna modifcare il file /etc/hal/fdi/policy/shmconfig.fdi ed inserire quanto segue (creare il file se non esiste):
Scopro oggi che lo scorso 13 gennaio il New York Times ha pubblicato un corposo articolo su Ubuntu. Poco tecnico, ma è una bella pubblicità gratuita per la distribuzione e GNU/Linux in generale.
È davvero tanto che non mi faccio sentire, e me ne scuso. Per farmi perdonare vi segnalo un’offerta del provider da cui ho acquistato il mio VPS: fino all’8 gennaio offre uno sconto a vita del 20% su tutti i suoi VPS, con prezzi da 3,92 a 31,92 dollari al mese
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Ci tengo a specificare che io non prendo nessuna percentuale sulle vendite, vi segnalo l’offerta solo perché mi sembra interessante e conveniente
Immerso nell’ozio domenicale, dopo aver visto (registrata) la gara di Montegi della MotoGP (complimenti a Valentino per l’ottavo mondiale!), ho pensato che sarebbe potuto essere vagamente interessante postare qualche foto della mia/e postazione/i. Sarei interessato anche a vedere le vostre, quindi se per caso la postate sul vostro blog non dimenticate di lasciarmi un commento (oppure di contattarmi in altro modo) per informarmi del vostro post.
Postazione #1: computer fisso
Da sinistra a destra trovate: la stampante, HP PhotoSmart 7760, che comincia ormai ad avere i suoi anni ma non perde un colpo, inoltre perfettamente supportata da Linux; amplificatore e cassa sinistra dell’economico impianto 2.1, che comunque garantisce una qualità sonora egregia; nel mobile si notano una televisioncina in bianco e nero, una borsa stracolma di cavi, le scatole di 3 Fonere, di una Fontenna e del router.
Solito titolo poco chiaro, scusate. Questo è il post che ho promesso l’altro ieri, quando ho annunciato di avere un numero VOIP. Qui scenderò nei dettagli della mia configurazione, cercando di renderla comprensbile anche a chi non ha mai avuto a che fare con il VOIP, come ad esempio me medesimo la settimana scorsa.
La mia situazione, ma potenzialmente anche la vostra, visti gli evidenti vantaggi economici rispetto ad un normale telefono fisso Telecom, è la seguente:
Un account SIP con un provider che vi fornisce un numero geografico chiamabile da tutti i telefoni, nel mio caso Messagenet, servizio Free Number.
Un account SIP con un provider con tariffe particolarmente convenienti verso i telefoni tradizionali, nel mio caso Poivy, di cui sto per illustrare le tariffe
Uno (o più) telefoni (Aladino e Nokia N80 nel mio caso) o softphone (come l’ottimo Ekiga) da connettere al centralino
Chiaramente ci serve un computer su cui installare Asterisk, che deve necessariamente essere acceso. Nel mio caso uso un Linksys NSLU2 con Debian Etch, un portento (seguirà post su questo argomento). Segnalo la possibilità di eseguire Asterisk anche sui router con firmware [DD|Open]WRT, come i mitici Linksys WRT54G o la Fonera.
Il lungo titolo spiega bene lo scenario: avete più PC/dispositivi che vogliono ascoltare una stessa webradio nello stesso momento. Ogni PC/dispositivo farà la sua connessione alla webradio, quindi 2 ascolti contemporanei portano al raddoppio della banda necessaria per l’ascolto. Ok, saranno solo 256 kbps nella maggior parte dei casi, ma è comunque uno spreco, per non parlare del caso in cui le connessioni contemporanee siano più numerose. La soluzione potrebbe essere, in alcuni casi, un collegamento con un cavo audio, ma non sempre è possibile. Si può risolvere il problema usando Icecast, il famoso streaming server.
È necessario impostare il server in modalità “Single Broadcast Relay“, con la modalità On Demand attivata. La cosa più comoda è avere un server sempre attivo o quasi, nel mio caso l’ormai fondamentale Linksys NSLU2 con Debian Etch (che uso anche come aMule/Torrent/HTTP downloader, server HTTP, server UPNP, NAS con NFS e centralino VOIP con Asterisk), ma qualsiasi Linux Box va più che bene, fermo restando che dovrà essere accesa per accedere alla webradio tramite Icecast…
Giovedì 4 settembre ho comprato su youbuy.it un iPod Nano 3G da 8 Gb a 146 euro, a fronte di un prezzo di listino di 189 euro. In più, grazie agli “YouPointZ” ho ottenuto in regalo una chiavetta da 4Gb, e non ho pagato la spedizione perché l’importo era superiore a 140 euro, o qualcosa del genere.
Il mio iPod Nano 3G da 8 Gb appena uscito dalla scatola
Fino a martedì 9 è stato un affare, poi l’amico Steve ha presentato la quarta generazione dell’iPod Nano, che introduce alcune (poche) migliorie, ma riduce notevolmente i prezzi: 139 euro per la versione 8 Gb e 189 per quella da 16, che avrei preso io. Le altre novità sono il ritorno alla forma allungata (io sinceramente preferisco quella del 3G, tozza e bassa), la rotazione di 90 gradi del display (anche in questo caso 320×240 illuminato a LED, davvero di ottima qualità), accelerometro per rilevare la posizione dell’iPod e per fare qualche altra pacchianata, comandi di volume e tracce riportati sugli auricolari. Ah, e il peso è passato da 50 a 32 grammi (!).
Stando alla mera estetica, sono soddisfatto del mio acquisto, mi piace molto più del nuovo, ma l’avrei sacrificata sull’altare dei 16 Gb, anche se a dir la verità, selezionando un minimo la musica da trasferire sull’iPod, non riempio nemmeno i miei 8. Tutto il contrario di quello che facevo sul vecchio Zen Touch da 20 Gb, pieno di musica mai ascoltata.