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Abilitare SSH sulla Fonera con firmware 0.7.2 r3

La Fonera è il social router distribuito da Movimiento FON, e da ieri sono il felice possessore di uno di questi aggeggini.

La fonera in tutto il suo splendore

In realtà l’antenna è bianca…

Questo simpatico scatolotto (è più piccolo di una mano) è basato su linux (Kernel 2.4.32) e sul firmware OpenWrt, rivisto e corretto da FON. Purtroppo, però, non è possibile accedere via SSH, e bisogna procedere ad un hack più o meno complesso a seconda della versione firmware che è installato sulla Fonera. Io ero lo sfortunato possessore di un esemplare con firmware 0.7.2 r3, resistente agli attacchi usati in precedenza, in particolare quelli descritti in questo post del blog di Paolo Gatti. Questo, in pratica, redirigeva le richieste DNS della Fonera ad un altro server, 88.198.165.155, che è stato appositamente studiato per riportare la Fonera al firmware 0.7.1 r1, attaccabile tramite una code-injection.

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Internet

Momenti di gloria

Se abiti a Novaglie, un microscopico paese sulle colline a nord di Verona, lo sai: la linea è pessima, indipendentemente dal provider. Oggi fatto qualche esperimento, ecco il risultato:

Portante 2208!

Quando va bene (senza gli accorgimendi di oggi) la portante è 1888…

Tanto per cominciare ho sostituito quello schifo di filtro tripolare della Telecom, residuato dell’antica Alice Free. Al suo posto ho messo un filtro rj11 venuto con il mio modem router UT-Starcom, il quale finora era rimasto al calduccio nella sua scatola.

In secondo luogo ho liberato il filo che porta al modem, che è decisamente troppo lungo ed era stato raccolto con una fascetta, e gli ho fatto fare un giro estremamente stupido (ma anche estremamente funzionale) attorno al porta CD appeso al muro. Tra l’altro tale filo è lunghissimo, perché deve raggiungere la porta, fare il giro intorno ad essa per raggiungere l’angolo in basso a destra, attraversare la parete e correre lungo il muro fino al modem.

Ho anche fatto attenzione che stesse il più lontano possibile all’immane groviglio di cavi elettrici che popolano il sotto-scrivania, e questo è il risultato, finora impensabile:

 

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Computer Internet Linux

Topolinux 11 su Pollycoke

Pollycoke è senza dubbio uno dei blog dedicati a GNU/Linux più seguiti d’Italia, dopo il mio¹, ovviamente.

Topolinux 11 è tra noi

Ebbene, Topolinux, la rivista online con cui collaboro da ormai oltre un anno, è stata segnalata sul blog dell’attivissimo Felipe, data anche la collaborazione che c’è stata tra noi e lui, dato che ci ha permesso di pubblicare sulla rivista la recensione di KDE 4 Beta 1 comparsa tempo fa sul suo blog, e scritta da Luca ‘Ziabice’ Gambetta.

Un sentito grazie a Felipe e a Luca da parte di tutta la nostra redazione.


¹ Magari…

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Computer Internet Linux

Topolinux 11 è tra noi!

Finalmente siamo riusciti a far uscire il numero 11 di Topolinux!

Topolinux 11 è tra noi

Si riconferma la mia collaborazione, con la guida per la connessione ad internet con un cellulare Bluetooth e con la pillola che spiega come far parlare AmaroK.

Ecco il sommario completo

Articoli

 

Pillole:

Scarica subito il PDF!

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Generale

E invece la frattura c’è!

Alla fine la frattura c’è. Ieri, dato che mi faceva ancora male il braccio, dopo pranzo sono tornato al pronto soccorso, dove mi ha visitato un altro medico, molto più cordiale dell’ultimo. Gli ho raccontato come è avvenuta la caduta e che mi aveva già visitato il tal dottore. Appena ho detto il nome lui e l’infermiere si sono scambiati uno sguardo che non ha bisogno di spiegazioni e mi ha spedito in radiologia, e dalle lastre risulta una piccola frattura epifisale (appena sotto al polso) del radio.

Ecco la frattura!

La scansione è pessima, ma dal mio economicissimo scanner non si può pretendere di più

Ecco, ho detto tutto, tranne che mi dovrò fare almeno 20 giorni di gesso (vacanza di Natale fumate). Che sfiga.

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Generale

La fortuna è cieca, ma la sfiga…

L’altro ieri, mentre perdurava ancora lo sciopero dei camionisti, mi ha mandato un messaggio un mio amico, che abita alla base della mia¹ collina, a circa un chilometro di distanza. Decido di andare a piedi, perché non volevo rimanere senza benzina (molti distributori erano senza) andando a scuola, che è ben più distante. Mi incammino e, come ogni volta, taglio i tornanti con dei bei sentierini. Arrivo all’ultimo, il cui terreno è separato da un muretto alto circa 90 centimetri sulla strada, metto il piede su di esso, non mi accorgo che è bagnato e… mi ritrovo per terra con un gran male all’avambraccio sinistro.

Croce Rossa

Mi rialzo dolorante e arrivo dal mio amico, ma dopo pochi minuti il male è ancora forte, se non più di prima. Chiedo al padre del mio amico se mi può portare a casa in macchina, per a camminare faceva più male. Arrivato a casa, dopo un rassicurante “ti si è sicuramente rotto il braccio”, parto con mia mamma alla volta del pronto soccorso, dove ho dovuto aspettare solo 2 ore (a parte gli scherzi, è andata anche bene…), in attesa che soccorressero malati gravi affetti da mal d’orecchio e simili, e finalmente tocca a me.
Con una sbrigativa visita il medico conclude che non è rotto, ma c’è stato solo un forte trauma al tendine. Una fasciatura rigida e a casa. Non sarà rotto, ma mi impedisce di fare molte cose, non ultimo andare a scuola in moto. E non posso neanche andare a sciare domenica. 🙁

Come si suol dire: la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo.

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Sono tornato

Sono stato parecchio tempo senza scrivere, a causa di una pigrizia senza precedenti.

Vuoto. Punto.
Fig. 1: quello che avevo voglia di fare ultimamente…
EDIT: Scusa Piplos, mi accorgo solo che ho usato la tua stessa immagine

Pare che stia un po’ diminuendo, ma non è ancora sparita. Cercherò di curarmi scrivendo un po’ su quello che mi è successo in questo periodo. Se sei uno di quelli che, come me, è poco interessato dai post personali lascia perdere, ti stuferesti a leggere questo.

Dunque, prima di tutto sono diventato quasi-ricco a vendere su eBay gli adesivi che ho preso all’EICMA di Milano di quest’anno. Finora ho raggranellato poco più di 20 euro lordi, senza tariffe e commissioni varie. Devo arrivare a 36 euro effettivi per ripagarmi il viaggio, anche se valeva la pena di andare anche senza ricavare niente in termini economici, la passione per le moto vale di più.

Poi ho montato un portatarga UFO perfettamente a norma sulla moto:

Il mio bel portatarga

Tralasciamo quanto è pittoresco il garage e quanto è lercia la moto

Ci ho messo tre ore a montarlo, perché era tutto da adattare. Visto che non mi andava di bucare la targa in centro (il portatarga è più stretto dei lei) ho sventrato una vecchia Velux per ricavarne un lamierino delle stesse dimensioni. Dopo aver (con fatica) fatto i buchi nel punto giusto per far passare quelle viti che si vedono nella foto sopra il codino, ho attaccato il lamierino al portatarga con 2 bei bulloni e la targa al lamierino con quattro rivetti, non prima di aver fatto una fatica infame per rompere quelli che la attaccavano all’orrendo portatarga di serie (che la Hebo vende anche aftermarket… ma perfavore…). Ah, le frecce sono omologate, almeno loro.

Ieri, invece, dopo aver costruito questa avanzatissima antenna artigianale, ho fatto un collegamento da 432 metri con il mio modestissimo Hamlet HNWS-254, che prometteva 300 metri all’aperto. Il segnale era del 57% secondo il portatile, abbastanza per connettersi a 36 Mbps all’access point. Devo ammettere che le condizioni erano ideali: visibilità perfetta tra i due punti e un po’ dislivello. Qui sotto la vista da Google Earth:

432 metri!

Clicca per ingrandire

Basta, non è successo altro di rilevante.

Se hai finito di leggere il post, complimenti, hai una bella pazienza!

P.S.: La canzone adeguata a questo periodo è Un mondo per noi due di Gigi d’Agostino, che comincia con

A volte io mi perdo,
però poi torno qui
scrivo un’altra storia
che mi accompagnerà
[… continua …]