Oggi come spesso capita stavo andando su YouTube per vedere un video e ho scoperto questo simpatico pesce d’aprile:
Sono troppo pigro per farne io stesso uno, quindi eccone uno già fatto! Tanto per curiosità, qualcuno ha visto altri pesci interessanti in giro per la rete?
Mi ha incuriosito scoprire che la funzione Two Finger Scrolling dei portatili Apple è attivabile anche su Linux, così mi sono informato. Normalmente è sufficiente una piccola modifica a xorg.conf, nella sezione relativa al touchpad, ma in Ubuntu Intrepid questa è assente, perché tutto viene gestito da HAL. La modifica, quindi, si sposta ai file di configurazione di quest’ultimo, ben nascosti in /etc/hal/fdi/policy/.
Questa guida si riferisce ai touchpad Synaptics, che sono i più diffusi. Bisogna modifcare il file /etc/hal/fdi/policy/shmconfig.fdi ed inserire quanto segue (creare il file se non esiste):
Da anni ormai uso con soddisfazione il software libero, e diverse volte ho segnalato dei bug agli sviluppatori. Uno dei progetti che mi stanno più a cuore da sempre è KDE, e finalmente mi sono reso utile anche per il mio DE preferito.
In seguito alla mia segnalazione di un bug (#186580) relativo alla non corretta visualizzazione del carattere “&” nella funzione “Copia in”/”Sposta in” di Dolphin è stato sviluppato un fix che verrà incluso in KDE 4.2.2, per me è una piccola soddisfazione.
Dopo l’inaspettato decesso dello schermo CRT del computer che ho in montagna (un ultrapotente P3 800 Mhz – 256 Mb di RAM), sono stato costretto a comprare uno schermo nuovo per il computer principale e a traslocare quello vecchio al supercomputer. La scelta è ricaduta sul Fujitsu-Siemens Amilo L 3220T, un 22″ widescreen dalla ragguardevole risoluzione di 1920×1080, Full HD quindi.
Il prezzo? 156 euro compresa spedizione e pagamento in contrassegno, dal sito di MediaWorld.
Sfido chiunque a fare una foto decente ad uno schermo acceso
Il difetto più grosso dello schermo è l’assenza della porta DVI, ma per me non è un problema, la VGA basta e avanza. Uno schermo del genere ha suscitato in me lo spasmodico desiderio di avere uno sfondo adeguato (quella qui sopra è una foto fatta quest’estate, se qualcuno la vuole la potrà ricevere a 14 megapixel ).
Ecco, lo sapevo. La mia professoressa di inglese mi ha contagiato. Mischio inglese e italiano. Pazienza, l’importante è risolvere questo fastidioso problema.
Ecco cosa si vede dopo il resume
A volte capita che inspiegabilmente lo schermo del portatile resti nero dopo il risveglio dalla sospensione. A me è successo improvvisamente, prima andava tutto, forse è stato qualche aggiornamento del kernel di Intrepid Ibex.
Ho notato che il portatile funzionava perfettamente (schermo a parte), infatti potevo tranquillamente ssharmici dentro.
La soluzione al problema è semplice: spegnere e riaccendere lo schermo. Su un portatile però non c’è il bottoncino… Bisogna quindi affidarsi a DPMS (Display Power Management Signaling), che da Linux si gestisce tramite il tool vbetool.
In sintesi:
sudo vbetool dpms off
sudo vbetool dpms on
Si può automatizzare il processo mettendo uno script in /etc/pm/sleep.d
#!/bin/sh
/usr/lib/pm-utils/functions
sleep 1
case "$1" in
thaw|resume)
vbetool dpms off
vbetool dpms on
;;
*)
;;
esac
Diamogli un nome intelligente, tipo 99-dpms-off-on.sh e rendiamolo eseguibile: sudo chmod +x /etc/pm/sleep.d/99-dpms-off-on.sh
Scopro oggi che lo scorso 13 gennaio il New York Times ha pubblicato un corposo articolo su Ubuntu. Poco tecnico, ma è una bella pubblicità gratuita per la distribuzione e GNU/Linux in generale.
È davvero tanto che non mi faccio sentire, e me ne scuso. Per farmi perdonare vi segnalo un’offerta del provider da cui ho acquistato il mio VPS: fino all’8 gennaio offre uno sconto a vita del 20% su tutti i suoi VPS, con prezzi da 3,92 a 31,92 dollari al mese
Per poter approfittare dell’offerta è sufficiente andare nell’apposita zona del sito di Web Wide Hosting e utilizzare il codice promozionale HAPPY2009.
Ci tengo a specificare che io non prendo nessuna percentuale sulle vendite, vi segnalo l’offerta solo perché mi sembra interessante e conveniente
Da poco (oggi?) è possibile anche in Italia acquistare la nuova Fonera 2.0, ancora in versione beta per gli sviluppatori, che in pratica aggiunge una porta USB 2.0 alla Fonera+, aprendo un’infinità di nuovi orizzonti.
Personalmente mi piacerebbe implementare le seguenti funzionalità:
NAS (collegando un disco USB o una pendrive la si rende disponibile in LAN tramite NFS o Samba o addirittura FTP)
Client aMule e Torrent (controllabili via browser per scaricare a PC spento, con possibilità di restringere l’accesso alla sola LAN o permettere anche l’accesso da Internet)
Videosorveglianza (collegando una Webcam, con tanto di rilevazione del movimento, visualizzazione immagine attuale, invio immagine via mail/FTP/SCP a intervalli regolari o su rilevazione del movimento, con configurazione via browser, magari con Zoneminder)
Funzionalità QRM (connettersi ad Internet non tramite cavo ma tramite rete wireless preesistente, utile per piazzare la Fonera in zone con migliore copertura)
Repeater in modalità QRM (se è attivata la modalità QRM, la rete MyPlace viene comunque creatae ripete la rete a cui ci connette)
Bridge LAN/MyPlace e QRM/MyPlace
Il problema è che ora il giocattolino costa la bellezza di 49,95 euro compresa spedizione, davvero troppo per le mie finanze attuali. Chiedo dunque la collaborazione di voi lettori: invito chiunque abbia la possibilità di donare, anche un solo apprezzatissimo euro, di farlo. Prometto di impegnarmi ad implementare queste funzioni nella Fonera 2.0, qualora riuscissi a comprarla. Chi è interessato può donare con PayPal:
Recentemente ho sostituito l’hard disk della PS3: 40 Gb sono troppo pochi, soprattutto in previsione del fatto che ho intenzione di installarci Ubuntu. Non che abbia bisogno del terzo PC, ma è sicuramente un esperimento interessante.
L’installazione del nuovo disco fisso è semplicissima e ben documentata in rete. Quello che non è molto documentato è come riutilizzare il disco fisso originale, una volta inserito in un case USB per hard disk 2,5″ SATA. Esso non è direttamente utilizzabile, perché la tabella delle partizioni non è leggibile, ma fdisk risolve il tutto:
fdisk /dev/sdX
dove X indica il device associato al disco, nel mio caso era b sul portatile e h sul fisso. Nel prompt di fdisk digitare w e premere invio. Fatto. Ora basta creare la partizione (ext3, fat32 [necessario per l'uso come hd esterno della PS3], ntfs…) con il proprio tool preferito, ad esempio l’ottimo gparted.